Skip to content
FAQ

Che cos’è la Cessione del Quinto? A chi è rivolta? Come funziona?
Cercheremo di dare una risposta alle vostre domande, per sfatare il fatto che la Cessione del Quinto sia esclusivamente per chi ha avuto problemi e per far conoscere i vantaggi che possono ottenere tutti i dipendenti e pensionati.

PRIMA DI FARE UN PRESTITO

La Cessione del Quinto dello Stipendio è una forma finanziaria creata dallo stato nel 1950 attraverso il D.P.R. 180 del 05/01/1950. Questo permetteva di poter chiedere un prestito e restituirlo in 120 mesi con una rata mensile massima pari al quinto (20%) dello stipendio netto percepito. La trattenuta viene effettuata direttamente dal datore di lavoro sulla busta paga e la verserà direttamente all’ente finanziatore.

La Cessione del Quinto dello Stipendio la può richiedere un dipendente a tempo indeterminato che lavori per un ente pubblico o statale o per un’azienda privata (Srl, Spa o cooperativa) che abbia almeno 16 dipendenti a tempo indeterminato stabili.

Se sei un dipendente statale o pubblico basta essere assunti a tempo indeterminato anche da un giorno e puoi chiedere una durata fino a 120 mesi, mentre per i dipendenti privati l’operazione dipende dall’anzianità di lavoro e dall’azienda dove presta servizio.

Si può accedere ad una nuova Cessione del Quinto quando di quella in corso è stato pagato almeno il 40% del piano di ammortamento (per esempio una Cessione con durata a 120 mesi può essere rinnovata dopo aver pagato almeno 48 mesi). Fa eccezione comunque la durata a 60 mesi che può essere estinta da una nuova Cessione in qualsiasi momento, a patto che la nuova operazione abbia durata obbligatoria a 120 mesi.

Il rinnovo si intende il contrarre una nuova Cessione del Quinto con l’estinzione di quella in corso recuperando il tasso annuo nominale non maturato ed alcune commissioni, cioè la Cessione estinta costerà di meno. Il rinnovo è possibile farlo solo dopo aver pagato almeno il 40% della Cessione in corso, salvo l’eccezione della durata a 60 mesi che invece è rinnovabile in qualsiasi momento con una nuova durata a 120 mesi.

Se la Cessione non è rinnovabile è possibile accedere alla Delega di Stipendio (operazione non proponibile per i Pensionati), che permette di fare una seconda trattenuta in busta paga sempre massimo per il 20% dello stipendio e sempre fino a 120 mesi. Resta inteso che la delegazione di stipendio non è obbligatoria come la Cessione, per cui se l’azienda non intende accettarla l’operazione non è fattibile.

Le due operazioni vanno su due canali distinti, si pouò rinnovare solo la Cessione o solo la Delega oppue entrambi, basta che soddisfino il termine di aver pagato almeno il 40% del piano iniziale.

La legge permette la coesistenza di una Cessione e di un pignoramento, per cui è possibile richiedere una Cessione del Quinto quando si ha un pignoramento in corso. Dove è possibile si può chiudere un pignoramento, che è un fattore negativo, così che non si hanno negatività e sarà anche possibile in futuro chiedere anche un mutuo per la prima casa.

La Cessione del Quinto della Pensione dal 2007 permette anche a chi percepisce una pensione di poter accedere a questa forma di finanziamento applicando una rata massima che l’INPS ci comunica (Quota Cedibile) per un massimo di 120 mesi.

Certo, nella rata c’è un’assicurazione Rischio Vita già inclusa obbligatoriamente, che in caso di sinistro paga il residuo debito alla finanziaria senza chiedere assolutamente nulla agli eredi.

Se ha già una Cessione del Quinto della Pensione può fare un rinnovo solo dopo aver pagato il 40% della durata in corso (per una 120 mesi devono essere pagate almeno 48 rate), dove si può ottenere nuova liquidità estinguendo la rata in corso per cui si avrà sempre una sola rata. Nella Cessione del Quinto della Pensione non è possibile fare una seconda trattenuta come la Delegazione.

La banca e le agenzie (agenti) sono tutti regolati dalla legge in modo paritario per quanto riguarda gli obblighi verso i clienti, poi ci sono operatori bancari o agenti infedeli che possono, di loro iniziativa, fare delle scorrettezze verso il cliente. Per esempio è vietato chiedere dei soldi al cliente al di fuori del costo del contratto, dato che la legge obbliga che tutti i costi devono essere all’interno del TAEG, per cui inseriti nel contratto. Andare in banca non vuol dire sempre rispiarmiare nei confronti di un agente, dato che in entrambi i casi si può trovare un’offerta vantaggiosa e dato che anche in banca esiste un costo di intermediazione, visto che spesso si servono di società dello stesso gruppo o esterne oppure di una rete di agenti.

Per ulteriori informazioni chiama il numero nazionale 0432 470116

oppure scrivici:

Chiama lo 0432.47.01.16