T.F.R. e T.F.S., i tuoi superpoteri!

T.F.R. e T.F.S., i tuoi superpoteri!

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TFR o TFS

A tutti è capitato di chiedersi come recuperare un certo budget per spese improvvise.
Spesso non ci si sofferma che alla fine di un rapporto di lavoro, sia esso pubblico o privato, il lavoratore ha diritto a quella che comunemente viene detta liquidazione, buonauscita o, meglio trattamento di fine rapporto (T.F.R.). E durante la vita lavorativa è possibile chiedere anche un anticipo.
Andiamo per ordine.

Il T.F.R.

È una quota dello stipendio che viene messa da parte, viene accantonata per poi essere versata al lavoratore alla cessazione del rapporto di lavoro, sia in caso di dimissioni volontarie, per giusta causa o quando sono sopraggiunti i termini della pensione.
Ha una funzione di protezione nei confronti del lavoratore che in caso di perdita del lavoro o pensionamento, può contare su una somma per far fronte alle esigenze della vita.
Il T.F.R. spetta anche in caso di morte del dipendente e sarà erogato agli eredi in base alle quote di successione.

La legge ha stabilito che l’accantonamento della somma che formerà il T.F.R. debba essere fatta annualmente. Come base di riferimento va presa la retribuzione dovuta al lavoratore all’anno e dividerla per 13,5. Inoltre, faranno parte della base di calcolo del T.F.R. qualsiasi somma erogata dal datore di lavoro al dipendente durante il rapporto di lavoro a titolo non occasionale. I contratti collettivi di lavoro possono stabilire le voci retributive che concorrono a formare il T.F.R. e quali sono escluse.

anticipo TFR o TFS

L’anticipo del T.F.R.

Durante la vita lavorativa, il lavoratore può avere la necessità di disporre di una somma di denaro per far fronte ad esigenze improvvise e importanti. La legge prevede che, a determinate condizioni, il lavoratore possa chiedere un anticipo sul T.F.R..

Per fare questa richiesta il lavoratore deve aver maturato almeno 8 anni di lavoro presso lo stesso datore di lavoro e otterrà il 70 per cento della liquidazione maturata fino a quel momento. La richiesta può essere fatta solo una volta e per particolari esigenze, quali le spese sanitarie per interventi molto gravi o l’acquisto della prima casa per sé o per i figli.

La parte della liquidazione anticipata sarà detratta da quanto accumulato. Fin qui per i dipendenti privati.

Ma cosa accade nel pubblico?

Se, come detto, nel privato i dipendenti possono fare affidamento nel Trattamento di Fine Rapporto, nel pubblico si parla di Trattamento di Fine Servizio.
Essi hanno quindi diritto a prestazioni diverse che dipendono dall’amministrazione presso la quale hanno prestato servizio. Nel T.F.S. sono quindi compresi tre tipi di “buonuscita o liquidazione”.

  • Per i dipendenti di Ministeri, Agenzie Fiscali, della Scuola e delle Università, si parlerà di Indennità di Buonauscita.
  • L’indennità Premio di Servizio è destinata ai dipendenti degli Enti Locali, Regioni, e Servizio Sanitario.
  • L’indennità di Anzianità spetta invece ai dipendenti di Enti Pubblici non Economici e delle Camere di Commercio.

Il TFS, in qualsiasi forma, interessa tutti i dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2000 che non abbiano optato per fondi pensione. Gli assunti dopo il 31 dicembre 2000 percepiranno il T.F.R..
Per ottenere il T.F.S. non ci sono pratiche particolari dato che viene corrisposto d’ufficio e, a seconda dell’entità dell’ammontare, in un’unica o più soluzioni.

stipulazione contratto

Il T.F.S. ha un’ulteriore particolarità. I termini di pagamento sono diversi e dipendono dalla modalità di cessazione del rapporto di lavoro:

  • 105 giorni in caso di cessazione dal servizio per inabilità o decesso;
  • non prima di 12 mesi per cessazioni dovute al raggiungimento dei limiti di età;
  • non prima di 24 mesi per gli altri casi (dimissioni volontarie, licenziamento).

I dipendenti pubblici che non vogliono o possono attendere i tempi della burocrazia possono richiedere l’anticipo del Trattamento di fine Servizio.

Il pensionato statale o pubblico può richiedere un anticipo fino al 100% del T.F.S. spettante.

L’anticipo del T.F.S. può essere richiesto a finanziarie o istituti di credito, non ci sono rate da pagare e gli interessi spettanti vengono trattenuti al momento dell’erogazione.

L’istituto di credito o la finanziaria, che anticipano il T.F.S. attraverso il finanziamento, si sostituisce al pensionato nei rapporti con l’INPS in poche parole l’istituto di previdenza verserà il T.F.S. alla banca o finanziaria liquidando il prestito ricevuto.

I requisiti per ottenere l’anticipo sono: essere un dipendente pubblico o statale neopensionato, avere diritto ed essere in attesa del T.F.S. dell’INPS, essere in possesso del

Prospetto di Quantificazione (da richiedere attraverso il sito dell’INPS).

Queste sono le soluzioni per risolvere la quotidianità: a voi la scelta!

fidelio news - 1 luglio 2021

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Fidelino

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